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l'installazione delle antiche prigioni Le tre associazioni di Pieve Santo Stefano Centro Studi Storici e Ricerche Archeologiche, Archivio diaristico e Antiche Prigioni, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale, propongono un progetto per Pieve, come percorso della memoria che coinvolge cittadini e altri gruppi o associazioni locali. Il progetto si colloca nell'ambito più generale delle celebrazioni per il 60° della Liberazione e della Resistenza e durerà fino al 2006, sviluppando diverse tappe di lavoro.
Il progetto sulla memoria di Pieve Santo Stefano si realizza attraverso la raccolta di testimonianze scritte e orali degli abitanti di Pieve, due mostre e una pubblicazione. La distruzione del paese, minato dai tedeschi e quasi interamente distrutto nel '44, è l'evento dominante del progetto, che si concluderà nel corso del 2006 con la pubblicazione del volume "Pieve 1944". Sarà dato ampio risalto alle immagini dell'Archivio Fotografico Livi utilizzate per le due mostre, alle testimonianze degli abitanti di Pieve, arricchite dalle memorie conservate nell'Archivio diaristico, e alla documentazione storica reperita nell'Archivio comunale di Pieve. Il volume verrà pubblicato nel 2006 grazie alla collaborazione della Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo dell'Università degli Studi di Siena e al sostegno del Comune di Pieve e della Provincia di Arezzo.

1944: Pieve Santo Stefano è un paese distrutto, quasi interamente, tanto da meritarsi, unico caso nella provincia di Arezzo, la Croce di guerra al valor militare. Oggi Pieve è nota per essere la città della memoria. Ma che ne è della "sua memoria"? Questo progetto, nasce, appunto, per raccogliere le tracce della memoria di Pieve e dei suoi abitanti.


I testimoni
Si inizia a raccogliere le voci dei testimoni, attraverso incontri con la gente di Pieve, quella che ricorda il paese nel 1944, lo sfollamento, il ritorno, ma anche i momenti che hanno preceduto la sua rovinosa distruzione, per mano dei tedeschi e delle mine che lo hanno quasi interamente distrutto. Nei primi incontri, a gruppi, sono stati coinvolti uomini e donne che si sono ritrovati presso la Biblioteca Comunale, l'Archivio diaristico, il Centro studi storici. Si prosegue poi con la raccolta di singole testimonianze. I racconti orali sono filmati dalle Antiche Prigioni e registrati, affinché rimanga traccia di tale memoria e si possano sviluppare ipotesi di utilizzo del materiale audio e video.
Si desidera fissare immagini in forma di parole, sulla vita a Pieve all'epoca del fascismo, il passaggio della guerra, l'evacuazione del paese, che si conclude il 23 agosto 1944, la sua distruzione, con l'ultima mina a orologeria del Palazzo Pretorio l'8 settembre 1944 e poi il ritorno subito dopo, con Pieve distrutta e la lenta ripresa della ricostruzione dopo il lungo sfollamento. L'Archivio diaristico lavora al progetto nell'ambito di una più ampia iniziativa a livello provinciale, che vede il coinvolgimento della rete dei centri interculturali di Porto Franco nel tema de Le culture della storia e della memoria: le dinamiche dell'odio ieri e oggi.



l'immagine di locandina La prima mostra
Con il titolo "Pieve 1944: tracce della memoria di Pieve Santo Stefano e dei suoi abitanti" si realizza, dal 23 agosto al 12 settembre 2004, una mostra di immagini, documenti e tracce della memoria di Pieve e dei suoi abitanti. Il lavoro del Centro Studi per la mostra si concentra sulla raccolta di documenti dell'Archivio storico comunale e di immagini dell'epoca, alcune inedite, messe a disposizione dall'Archivio Fotografico Livi. Le Antiche Prigioni realizzano un'installazione lavorando sul tema del lutto e della distruzione causati dalla guerra. Dall'Archivio diaristico, brani di diari a testimonianza del periodo. La mostra intende essere anche un punto di raccolta dei materiali di scrittura, immagini e parole, sul periodo della distruzione di Pieve. Si chiedono agli abitanti del paese oggetti, documenti, materiali e ricordi del periodo.


PIEVE SANTO STEFANO
Edificio della Scuola Elementare
dal 23 agosto al 12 settembre
orario 10,00-12,30 e 16,00-19,00




l'immagine di locandina La seconda mostra
Seconda tappa espositiva del Progetto Pieve 1944, la mostra "Il paese cancellato. Pieve, la memoria, il risveglio" vuole essere un omaggio all'antico borgo di Pieve Santo Stefano, la cui struttura è stata quasi interamente cancellata dalle mine tedesche del '44. Il paese, tornato alla vita, al risveglio e alla concitata ricostruzione nel dopoguerra, ha radicalmente cambiato il suo aspetto architettonico; ma i suoi abitanti rimangono legati alla memoria di come il paese era prima della guerra. Attraverso i ricordi dei suoi abitanti, le frasi tratte dai diari della gente di Pieve, gli oggetti della memoria e soprattutto le immagini dell'Archivio Fotografico Livi, si è cercato di rappresentare il prima e il poi di quella ferita storica. Uno squarcio che non si rimargina e che è stato oggetto, della prima esposizione presso le scuole elementari. La vita del paese, i suoi esercizi commerciali, le sue attività vengono interrotte dallo sfollamento e dalla distruzione. Al ritorno, tutta la gente di Pieve è come paralizzata dal cumulo di macerie che si trova davanti. Ma lo sgomento dura un attimo e subito incombe la necessità di riprendere la vita, con un paese da ricostruire per intero.


PIEVE SANTO STEFANO
Ex Asilo Umberto I
dal 18 aprile al 1 maggio 2005
orario 17,00-22,00
il 25 aprile e il 1 maggio orario 10,00-12,30 e 17,00-22
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interno depliant




info
Comune di Pieve Santo Stefano
Assessorato alla Cultura
tel 0575797720 fax 0575797912

Centro Studi Storici e Ricerche Archelogiche
Fioralba Errera
tel 0575799443

Antiche Prigioni
www.anticheprigioni.it/pieve1944.html

Archivio Diaristico
tel 0575797730 fax 0575799810
adn@archiviodiari.it




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